Archive for the ‘Recensioni’ Category

Recensione: Azzurra D’Agostino – D’aria sottile

5 giugno 2011

Saggezza è la prima parola che viene alla mente leggendo il nuovo bel libro della poetessa Azzurra D’Agostino, D’aria sottile, pubblicato nella collana Inaudita dell’editore Transeuropa. La saggezza di chi accetta le cose che trascorrono, stanno rivelate proprio nel passare, come l’aria che si respira e non la si vede, fine e antica dentro il corpo e così nuova per il giorno che deve venire. Come se /poco più di un niente/ ci separasse dal nulla, dalla sua corrente, scrive Azzurra, e questo nulla che avanza non è un dolore, come non lo è il tempo, affatto regolare o regolabile, ma sghembo sulla sua ossatura di silenzi. Perché tutto ciò che ha fine ha una bellezza quasi insopportabile, che non si afferra e muta, si fa nuvole e invenzione – solo ciò che riusciamo a inventare è nostro e per l’invenzione c’è bisogno del limite, di lasciarsene impaurire come sorprendere. Ma lo senti nell’aria che tutto/ forse finisce come dire comincia: basta imparare pienamente il poco che si è, l’esistenza data, precaria e incrollabile del mondo, sia esso la natura che toglie le parole, siano i vincoli che nutrono e spingono a rinnovare la voce degli amati. Anche nel carcere (nella poesia Celle) il mondo si fa odore penetrante, volpe, prato, un sogno fragile di resistenza che sa scuotere più della costrizione, della colpa e del sopruso. Allora questa poesia sana, pure quando fa il sangue delle ferite, acquieta, e chiede di essere commossi e partecipi nella nostra storia, nella storia di nessuno, che poi è quella di tutti.

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Recensione: Cristina Alicata – “Verrai a trovarmi d’inverno”

14 aprile 2011

“Pantelleria d’inverno alla ricerca del materno perduto”

di Delia Vaccarello

Cristina Alicata Verrai a trovarmi d’inverno Hacca

«Verrai a trovarmi d’inverno» nuovo romanzo di Cristiana Alicata sul tema dell’assenza della madre. Questo vive la protagonista in cerca di costanti prove d’amore, la dimostrazione infinita…

Quando si cresce senza «madri», il materno si cerca, si fiuta, si teme. Si adora. Da grandi si attende una prova. Sarà davvero la persona giusta? Sarà davvero l’amata capace di portarci tra le braccia dell’emozione che scalda, accompagna, nutre, con la magia di rendere liberi entrambi? Le prove d’amore sono tante. Cristiana Alicata sceglie «la visita» d’inverno. Quando fa freddo. Quando nonc’è il flusso vacanziero e distratto che moltiplica incontri spesso effimeri nella cornice separata di una delle belle isole del nostro Sud, Pantelleria. Lì dove il mare si fa eterno e ferma il tempo, e può allearsi con chi non vuole crescere. Verrai a trovarmi d’inverno è il titolo del suo ultimo romanzo uscito in questi giorni per le edizioni Hacca. L’isola a gennaio non è la stessa che a giugno. (more…)

Recensione: Hans Henny Jahnn – “13 storie inospitali”

19 gennaio 2011

“Le storie inospitali di Jahnn”

di Marco Rovelli

Hans Henny Jahnn, 13 storie inospitali, Lavieri.

L’editore Lavieri ci ha dato un altro libro nella sua preziosa collana Arno:  13 storie inospitali di Hans Henny Jahnn, per la traduzione di Elisa Perotti.  Scrittore tedesco della prima metà del novecento, molto poco conosciuto (basta vedere quante poche occorrenze su google…). Con le tredici storie di questo libro è come leggere fiabe. Pure e cristalline nella loro crudeltà. Storie stratificate, complesse, fitte di rimandi interni, e insieme lineari e godibilissime, grazie a una straordinaria raffinatezza psicologica. (more…)

Recensione: Antonio Franchini – “Signore delle lacrime”

12 gennaio 2011

di Barbara Greggio

Antonio Franchini, Signore delle lacrime, Marsilio.

Il viaggio dell’io narrante assume i contorni di una peregrinazione verso l’interno, nella parte più intima dell’uomo – fatta di memoria e passato – più che di un’esplorazione scientifica dei luoghi raggiunti. Dai ghat di Benares, le pire funerarie dove chi ha abbastanza soldi per pagarsi la legna da ardere brucia il corpo fino a divenire cenere da sciogliere nel Gange, si passa d’istinto agli scoli dell’infanzia, fatti per essere saltati, risaliti o attraversati.

La morte è meno dolorosa da affrontare, se vista da fuori, in uno spazio in cui non si è soli. L’odore dei corpi che bruciano crea sbigottimento, perché non nauseabondo, come di carne arrostita. I mendicanti che racimolano poche rupie si fanno testimoni di una riflessione intima e silenziosa, di rimandi temporali che solo il lettore ha il privilegio di cogliere. (more…)

Recensione: Paul Goma – “L’arte della fuga”

3 gennaio 2011

di Raul Perchet

Paul Goma, L’arte della fuga, Voland

Per un romanzo polifonico come questo, un titolo così, allusivo e bachiano quanto basta, è certamente adatto. Peccato che non renda – non possa rendere – alla perfezione il titolo originale, che in italiano suonerebbe “L’arte della ri-fuga”: perché qui, più che la semplice fuga, è la sua reiterazione a scatenare gli effetti comici e satirici e a determinare nel lettore la consapevolezza dell’enormità di quel delitto collettivo che chiamiamo Storia.

Goma scrive un romanzo di formazione sui generis, con un bambino protagonista – figlio unico di una coppia di insegnanti – che racconta gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza a partire dal 1944, quando l’intera famiglia deve lasciare la Bessarabia e rifugiarsi in Transilvania. (more…)

Recensione: Miljenko Jergovic – “Freelander”

3 gennaio 2011

“Freelander, un surreale viaggio di ritorno a Sarajievo dopo 50 anni”

di Guido De Franceschi.

Miljenko Jergovic, Freelander, Zandonai.

Karlo Adum, professore croato in pensione, attirato da un testamento, deve tornare a Sarajevo, città in cui è nato, dopo più dimezzo secolo di assenza. Il suo viaggio da Zagabria alla capitale bosniaca, a bordo della sua vecchia e amatissima Volvo, è un on the road lungo le visibili cicatrici della guerra che ha vivisezionato la Jugoslavia.

Sul percorso e all’arrivo Adum incontra un catalogo di personaggi e situazioni al limite del surreale che tutto o quasi raccontano del pazzotico tentativo di risveglio dal coma dei paesi nati dalle macerie della carneficina degli anni Novanta.

Ma la robusta vena di narratore di Miljenko Jergovic è capace di iniettare nel racconto anche notevoli dosi di humour di schietta radice balcanica.

Il sole 24 ORE, 22/12/2010.


Recensione: Catania Giusto – “Mondo bastardo”

23 dicembre 2010

“La pace meticcia. Giusto Catania si aggiudica il Premio «Francesco Alziator – Città di Cagliari» per la saggistica”

di Asfodelia Dream

Giusto Catania, Mondo bastardo, :duepunti edizioni

Càpita che le vittorie raggiunte nei premi letterari giungano per  fare sciogliere più nodi. Fino a puntare sulla scelta di un mondo meticcio, per capire cosa potrebbe comportare la rottura della «staticità incorruttibile della cultura».

Così accogliamo la notizia dell’assegnazione del Premio Francesco Alziator per la saggistica edizione 2010 a Mondo Bastardo, Globalizzati e meticci: quale futuro stiamo costruendo? (prefazione di Stefano Rodotà, :duepunti edizioni, pp. 240) di Giusto Catania, insegnante ed ex-parlamentare europeo (Sinistra Unitaria Europea), come se ci trovassimo a raccogliere il messaggio che esso contiene, come se si trattasse di una nota su cui puntare per raggiungere l’obiettivo di una convivenza pacifica. (more…)

Recensioni: Paolo Albani – “Dizionario degli istituti anomali del mondo”

22 dicembre 2010

Il programmatico valore dell’inutilità

di Antonio Castronuovo

Paolo AlbaniDizionario degli istituti anomali del mondo, Quodlibet.

Alla base del nuovo repertorio di Paolo Albani, quel Dizionario degli istituti anomali del mondo in cui egli cataloga minuziosamente i tanti organismi che aderiscono alle norme della patafisica, sta un principio umoristico, o anche piùironicamente demolitivo (della immedicabile tristezza del quotidiano, naturalmente).

Trattasi di un repertorio che cataloga i dati essenziali relativi ai grandi istituti storici, come il Collegio di ‘Patafisica o l’Opificio di letteratura Potenziale. Ma non lesina notizie su istituti di medio calibro come il Centro per la Diffusione delle Cognizioni Inutili o la Scuola elementare per diventare malati di mente, istituto che intende dare valore e dignità al matto, valorizzando sentimenti di carattere depressivo e vissuti emozionali di inadeguatezza. (more…)

Recensione: Diego Zandel – “il fratello greco”

14 dicembre 2010

di Marilù Oliva

Diego Zandel, il fratello greco, Hacca edizioni.

Per presentare il fratello greco (sic in minuscolo) parto da un dato estetico non essenziale ma neppure irrilevante: la copertina è una delle più suggestive che abbia visto tra i libri di quest’anno. Il libro sembra un portaritratti, con tanto di cornice usurata, foto d’epoca e sostegno in quarta di cartoncino duro. Il contenuto non delude le aspettative indotte dall’illusione ottica: il romanzo narra il delicato ma potente percorso di Errico Sapori, nome che evoca il più grande anarchico italiano (Errico Malatesta), su un triplice piano: interiore, spaziale, familiare. Errico è oggi un marito non più appagato dalla famiglia ma soprattutto è un ex manager cinquantenne appena sottoposto a pensionamento. L’isola di Kos come destinazione di ripiego si rivela luogo d’elezione per un viaggio nei ricordi, nel non-svelato, dove pezzi di memoria si sfumano in un presente inedito.
Perché Kos? (more…)

Recensione: Giuseppe Genna – “Lo spazio sfinito” di Tommaso Pincio.

10 dicembre 2010

Tommaso Pincio, Lo spazio sfinito , minimum fax.

di Giuseppe Genna.

Che cosa ci fa Marilyn Monroe all’interno di una capsula spaziale, dal cui oblò si intravvede fluttuare nello spazio cosmico l’uomo medio americano anni Cinquanta? Soprattutto: cosa ci fa sulla copertina di un libro? Questo ritratto struggente e fuori dal tempo è un dipinto di Tommaso Pincio che, oltre a essere uno dei migliori scrittori italiani, è anche un pittore eccezionale. La Marilyn incantata nel vuoto dell’introspezione, melanconica e quasi lasciva, questa icona delle icone che rivaleggia con la Gioconda in una lotta che non prevede l’esistenza del Tempo – è lei la migliore introduzione a un romanzo che ha mutato la scena letteraria italiana.  (more…)