Archive for the ‘Le Vetrine di Isbf’ Category

Le Vetrine d’Autore del nostro Farm market: Gilda Policastro

7 febbraio 2011

Gilda Policastro è nata a Salerno, cresciuta in Basilicata e vive attualmente a Roma. Italianista, critica, scrittrice, ha pubblicato libri di critica e di teoria letteraria e il romanzo Il farmaco (Fandango, 2010 ). In versi ha esordito con la raccolta Stagioni e altre, nel Decimo Quaderno di Poesia (Marcos y Marcos, 2010 ). Ha partecipato a rassegne e performance, vincendo, tra l’altro, il premio “Antonio Delfini”, edizione 2009 , e il premio Mazzacurati-Russo con il prosimetro La famiglia felice (d’if, 2010 ). (more…)

Le Vetrine d’Autore del nostro Farm market: Cristiano de Majo

30 novembre 2010

Cristiano de Majo è nato nel 1975 a Napoli, dove vive. Ha partecipato all’antologia di minimum fax Best off con la soap opera letteraria «Saponi tristi» e un altro suo racconto è compreso nell’antologia Voi siete qui (minimum fax, 2007). Nel 2007 ha pubblicato il racconto lungo Sistema elefante (Punctum). Nel 2008 con Francesco Longo ha pubblicato Vita di Isaia Carter, avatar (Laterza,2008). Insieme a Fabio Viola ha scritto Italia 2. Viaggio nel paese che abbiamo inventato (minimum fax, 2008). Ha scritto per Liberazione, Internazionale e Diario. Il suo romanzo di esordio, Vita e morte di un giovane impostore scritta da me, il suo migliore amico, è stato pubblicato da Ponte alle Grazie nel settembre 2010. (more…)

Le Vetrine d’Autore del nostro Farm market: Carlo D’Amicis

3 novembre 2010

Carlo D’Amicis (1964), vive e lavora a Roma. Ha pubblicato i romanzi Piccolo Venerdì (Transeuropa, 1996), Il ferroviere e il golden gol (Transeuropa, 1998, selezione Premio Strega), Ho visto un re (Limina, 1999, Premio Coni per la letteratura sportiva), Amor Tavor (Pequod, 2003). Per minimum fax ha pubblicato Escluso il cane (2006), La guerra dei cafoni (2008) e La battuta perfetta (2010).

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Le vetrine d’Autore del nostro Farm market: Nicola Lagioia

10 agosto 2010

Quella che segue è una piccola lista di  libri che ho amato, o che mi sono semplicemente piaciuti, ma che dimostrano – in entrambi i casi – di come la letteratura sia viva e (più che fiction, o intrattenimento, o strumento di lotta politica) rappresenti una particolarissima forma di pensiero capace, da qualche millennio a questa parte, di spalancarci scenari e aprirci la mente verso mondi che, da soli, non saremmo mai in grado di raggiungere. (more…)

Le vetrine d’Autore del nostro Farm market: Gian Paolo Serino

7 luglio 2010

Vorrei premettere, non sono qui ospite, che amo quest’iniziativa che credo sia una delle operazioni culturali più interessanti degli ultimi anni. Non solo una mia opinione: Vi basti leggere i titoli scelti dalla SlowBookFarm per comprendere la qualità di questa che, in tempi di vetrinizzazione culturale, è un piccolo paradiso di carta da proteggere.
Altro che il WWF, pur con tutto l’amore e la simpatia che nutro verso i Panda.
Credo, però, che il lettore sia davvero una specie in estinzione tipo il serpente corallino della controbarriera delle Azzorre (non so se esista, ma sicuramente un suo simile esisterà). Difficile fare una scelta per me che li ho comprati, letti e quasi tutti: non i serpenti e i panda, ma i libri SlowBookFarm. (more…)

Le Vetrine della Redazione di Isbf: Scritture possibili

4 giugno 2010

Isbf è un popolo di lettori. Lettori che vogliono essere riconosciuti come tali, che nella scelta di un acquisto critico rifiutano le limitrofe identità di consumatori (i libri non si consumano) o, meno che mai, acquirenti (i libri sono tali non perché si acquistano, ma perché si leggono). Però, è inutile nasconderlo, Isbf potrebbe configurarsi anche come un popolo di scrittori: perché chi si innamora della letteratura prima o poi viene tentato dalla possibilità di scollinare, di varcare la soglia e diventare in prima persona artefice della parola, tessitore di storie. Forse il confine tra scrittori e lettori è il più labile tra tutte le catene produttive, quello che apparentemente è più facile da ribaltare, da invertire. Tutti quanti noi lettori, a un certo punto, abbiamo tentato – o anche solo sognato – di risalire la narrazione fino alla fonte, anche solo per vedere se ha un sapore diverso, da lassù.

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Le Vetrine d’Autore del nostro Farm market: Ugo Riccarelli

10 maggio 2010

Io sono un lettore onnivoro. Un lettore per mancanza. Per mancanza di salute. Quando ero piccolo, infatti, a causa di una salute malferma fui obbligato a lunghi periodi di degenza, nei quali mi annoiavo. La noia è un ottimo sprone, uno stimolo che purtroppo oggi manca ai nostri figli i quali sono già dalla più tenera età obbligati ai ritmi di un modo di vivere troppo compresso, stretto tra la scuola, l’attività sportiva e ludica organizzata, in un modo che lascia poco spazio alla riflessione. L’ansia produttiva dei loro genitori gli ha organizzato una vita nella quale pare proibito annoiarsi, avere del tempo per sé, un tempo magari carico di silenzio, di calma. Il tempo per la lettura. (more…)

Le Vetrine d’autore del nostro Farm market: Grazia Verasani

28 aprile 2010

La prima adesione è sentimentale, e da lettrice che vive da sempre la lettura con quella bulimia notturna che, a volte, per moltitudine di bellezza, apprende, fagocita, sottolinea, e allo stesso tempo rischia la dispersione dell’eccesso. Sono convinta anch’io che un libro vada assorbito lentamente, per giungere a sedimentarsi in cavità profonde, fedelmente inamovibili. Lo sconforto (banale ma vero) è che non basta una vita per leggere ciò che si vorrebbe leggere, e che in questo “viaggio” il pericolo sia perdere qualcosa che non urla abbastanza da farsi sentire, se non grazie a un passaparola amicale o con iniziative di libera divulgazione come questa. Da troppo tempo siamo sottoposti a una dittatura della visibilità che ci rende ciechi di fronte alle pagine “nascoste” (e non è un luogo comune che quasi sempre esse siano le migliori). (more…)

Le Vetrine d’autore del nostro Farm market: Marco Rovelli

6 aprile 2010

Prendersi il tempo per scegliere, prendersi il tempo per leggere. La proposta di Isbf fa appello al gusto. Ci vuole spazio per gustare il sapere, e tempo per apprenderlo. Del resto, viene alla mente, Vico nelle sue immersioni etimologiche della Scienza nuova scriveva che sapere e sapore sono affini, in ambedue i casi, si tratta di gusto. Le parole penetrano nel corpo, entrano nel sangue: vanno dunque scelte con cura, e poi gustate e lasciate risuonare. Il tentativo di Isbf, credo, ha questa bella intenzione. (more…)

Le vetrine d’autore del nostro Farm market: Andrea Cortellessa

16 marzo 2010

Libri speciali per gente comune


Perché si dovrebbe leggere con lentezza, in un mondo che da tempo ha scelto di andare al massimo della velocità, precipitandosi verso la fine col piede a tavoletta sull’acceleratore?
Se si legge con lentezza lo si fa nella speranza – o nell’illusione – che la lettura che oggi abbiamo scelto per noi non equivalga al “consumo” del libro, al facile trangugiare del testo che quel libro ci trasmette. Ci illudiamo che quelle parole non si lascino “consumare” tanto facilmente; che oppongano resistenza, che si manifestino alla nostra coscienza per durare. Si spera insomma che la sostanza misteriosa, che sospettiamo e speriamo sia contenuta in quelle pagine, nell’attraversarci non ci lasci indenni, non scorra via sulla nostra pelle senza fare attrito. Vorremmo al contrario che quelle parole agiscano, sul nostro metabolismo intellettuale e sentimentale, come uno di quei farmaci che si definiscono “a lento rilascio”; che una volta depositati nella coscienza si illuminino a distanza, come – dice Gadda nel Pasticciaccio – certe «teoretiche idee […] sui casi degli uomini: e delle donne» che il dottor Ingravallo ogni tanto enunciava: «quei rapidi enunciati, che facevano sulla sua bocca il crepitio improvviso d’uno zolfanello illuminatore, rivivevano poi nei timpani della gente a distanza di ore, o di mesi, dalla enunciazione: come dopo un misterioso tempo incubatorio. “Già!” riconosceva l’interessato: “il dottor Ingravallo me l’aveva pur detto”». Ecco: i libri da leggere con lentezza sono quelli che, in un modo o nell’altro, ci impongono questo «misterioso tempo incubatorio». Sono libri scritti nel tempo: per questo a loro volta ci richiedono tempo. Promettendoci in cambio, però, di donarci in futuro altro tempo. Sappiamo che daremo loro ragione, prima o poi: magari a distanza di anni. (more…)