Archive for the ‘Assaggi’ Category

Assaggi: “Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar? racconti dall’Europa dell’est”

30 marzo 2011

tratto dalla raccolta: Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar? , Caravan edizioni

di Zoltán Korösi: Paprika

traduzione di Dora Varnai.

Budapest/Ungheria

“Ci sono città femmine e ci sono città maschi, in alcuni casi è necessaria una lunga pratica per poter scoprire a quale categoria una città appartenga, e poi può anche succedere che una città col passare del tempo muti il proprio sesso, a volte sono i piccoli dettagli a fare la differenza, Budapest per esempio è una triste signora ormai sulla via del tramonto, che ogni tanto mette mano alla scatola dei cosmetici e si scuote, lo può vedere chiunque, basta guardare il Danubio, il cespuglio dell’isola Margherita, le colline di Buda che formano i seni, e una signora sa bene che l’uomo va preso per la gola, bisogna far mangiare la bestia, per esempio ai budapestini piace mangiare il gírosz, non c’è alcun dubbio, forse a causa dei venti che soffiano da sud, o forse piuttosto in memoria delle greggi di pecore dell’Alföld, e non è escluso nemmeno che sia semplicemente a causa del sapore, e così ormai gírosz è diventata una parola ungherese, i magiari mangiano il gírosz, con la i lunga e la esse-zeta, con i sottaceti, la panna acida e la paprika di Kalocsa, così diventa piccante il doppio,

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Assaggi: Paolo Zanotti – “Bambini bonsai”

13 gennaio 2011

Paolo Zanotti, Bambini bonsai, Ponte alle Grazie.

Sofia, so che ormai è tardi. È finita l’infanzia, sono passate le tempeste. Eppure mi sorprendo sempre a tornare a quegli anni, testardo come un’ape che batte i campi verso l’arnia lontana e insieme soffocato da uno di quei sensi di colpa enormi, completi come mondi, che si possono provare solo da bambini.
È tardi, ma vorrei comunque provare a spiegarti quel che è successo allora, quando il cielo era diverso, allora, quando, almeno per un istante, abbiamo avuto la fortuna di abitare lo stesso tempo, di vivere la stessa pioggia. Tu nella tua gabbia protetta, io disperso nei vicoli inondati, confuso tra i fantasmi ma bene attento a raccogliere tutti i segnali che mi lanciavi dal tuo sonno: un giocattolo, un disegno, la carta di una merendina o anche solo un pianto registrato. Per decifrarli ci voleva una gran pratica della lingua disarticolata dell’infanzia. (more…)

Assaggi: Jack London – La classica faccia da pugile

5 novembre 2010

Da Una bistecca, racconto contenuto ne La classica faccia da pugile di Jack London:

Con l’ultimo pezzetto di pane, Tom King ripulì il piatto del sugo che vi rimaneva.
Poi, s’infilò il pane in bocca e prese a masticarlo lentamente, con aria assorta. Quando infine s’alzò da tavola, lo fece con la netta sensazione di non aver mangiato abbastanza. Pure, era stato l’unico della famiglia a toccar cibo; i bambini erano stati messi a letto nella stanza accanto perché s’addormentassero dimenticando d’aver saltato la cena, e sua moglie gli aveva fatto compagnia a tavola, seduta in silenzio a osservarlo piena d’ansia, senza mangiare: una donna della classe operaia, esile e dall’aria stanca, sfibrata, sebbene sul volto recasse ancora i segni di una passata bellezza. La farina per il sugo l’aveva presa a prestito dal vicino che abitava in fondo al corridoio, il pane l’aveva comprato con gli ultimi spiccioli che le erano rimasti. (more…)