Archive for the ‘Articoli’ Category

Articolo: Una piccola nota sulla distribuzione

10 febbraio 2011

di Enrico Piscitelli.

[Mi piacerebbe che questo intervento sulla distribuzione fosse letto tenendo d’occhio questo intervento di Vincenzo Ostuni sulla qualità nell’editoria, ecc. a. i.]


Qualche tempo fa, Andrea Inglese ha pubblicato su Alfabeta2 una mia piccola nota, sulla situazione attuale della narrativa italiana – non di major. Scrivevo, in quella nota: “la narrativa italiana ha un riscontro bassissimo. Al momento, il più basso degli ultimi anni. I librai prenotano pochissime copie dei libri di narrativa. Non si fidano. Sanno, o qualcuno ha detto loro, che venderanno solo un piccolissimo numero di romanzi italiani, e solo di alcuni autori. Qui stiamo parlando di numeri così bassi, che cinquecento copie vendute di un libro di una piccola casa editrice, sono un successo clamoroso, roba da brindare col prosecco”. (more…)

Articolo: “L’industria del libro di massa”

21 dicembre 2010

di Silvia Ballestra

Una sgradevole sensazione degli ultimissimi anni, un misto di inquietudine, frustrazione e angoscia da apnea, sta diffondendosi fra gli autori italiani, siano essi scrittori, giornalisti, registi, autori televisivi o di teatro. La sensazione che le buone idee, la qualità delle intuizioni, l’elaborazione teorica e la cura artigianale del lavoro non bastino più né a far emergere un testo – film, soggetto, pièce ecc. – né a garantirgli la minima possibilità di durevolezza. Qualità e durata sembrano anzi «le cose da non fare», inciampo e fastidio per la pianificazione delle uscite, o per le spese pubblicitarie da affrontare, o per la semplice gestione dell’incidente rappresentato da un successo imprevisto. Siamo al paradosso in cui la qualità sembra infastidire il commercio.

Non è solo il discorso generale di aria stantia in un paese bloccato da troppo tempo da una situazione politica tristemente nota, né possiamo ormai limitarci a elencare i danni cronici che arrivano da lontanissimo, come l’alfabetizzazione tardiva: ci sono stati anni in cui si leggeva pochissimo, o si leggeva poca narrativa, e però pure interi decenni in cui circolava solo saggistica, poi ci sono state stagioni più felici, annate d’oro fertilissime nella produzione culturale (personalmente ricordo con particolare felicità il 1994), poi nuove generazioni di registi e di nuovo, nei libri, qualche scuola, gruppo, ondata dagli Stati Uniti e via così. (more…)

Articolo: “Una piccola nota sull’attuale situazione della narrativa in Italia”

11 dicembre 2010

di Enrico Piscitelli

Di libri, di editoria, scrivono tutti, grandi e piccini. Spesso si scrivono cose imprecise, o mezze verità. Ogni tanto qualcuno esce allo scoperto, e ci mostra cos’è, realmente, il sottobosco editoriale. E questo accade quando si è ormai al limite del penale. All’esterno sembra tutto bello e puro. L’esordiente è un tizio qualunque che, seguendo alla lettera il mito americano – quello secondo il quale “ognuno può diventare Presidente”, mito rinnovato ogni cinquant’anni negli States – riesce, dal nulla, a pubblicare con una major, vendendo un mucchio di libri, e vivendo felice della propria scrittura.

Questo mito dell’esordiente è falso. Quelli che conosco io, che hanno pubblicato con Mondadori, Einaudi, Rizzoli, hanno alle spalle anni di gavetta, di lavoro nei service editoriali – traduzioni, correzioni di bozze, revisioni di libri di altri – e altri libri già pubblicati dei quali viene taciuta l’esistenza. Non hanno mandato un manoscritto, ma hanno lavorato al loro libro per tre, quattro, cinque anni, affiancati da editor della casa editrice per la quale “esordiranno”. Duro lavoro, insomma. Che spesso non dà i frutti desiderati. Non basta pubblicare con una major, insomma. Spesso anche i libri di Mondadori o Einaudi – che poi, come sappiamo, sono la stessa cosa – restano invenduti, sono dei flop. (more…)

Approfondimenti: Paolo Piccirillo – “Zoo col semaforo”; Marco Rovelli intervista Haidi Giuliani – “Con il nome di mio figlio”.

10 dicembre 2010

L’istinto dell’istinto.

In questi giorni ho letto due libri molto diversi, quasi senza punti in comune, in apparenza. E come mi succede spesso in questicasi, mi si allacciano pensieri, si annodano e si stringono, rintracciano corrispondenze o forse le creano.Un libro è  Zoo col semaforo di Paolo Piccirillo, il suo romanzo di esordio (che sembra nato da un collage incantevole di racconti) e l’altro è Con il nome di mio figlio, il libro intervista di Marco Rovelli ad Haidi Giuliani.

Il libro di Piccirillo parla di uomini e di animali, di uomini che si comportano come animali e animali che sicomportano come uomini. Non proprio, in realtà. C’è un concetto, alla base del romanzo, ed è un’idea che va a fondo circa la solita tiritera dell’“istinto” che muoverebbe gli animali, a distinguerli accuratamente dal “pensiero”, tutto umano. Gli animali di Piccirillo sono esseri che a un certo punto fanno qualcosa di impensato: un polpo che esce da un acquario e si trascina verso il mare, irresistibilmente, morendo a pochi centimetri dall’acqua; un falco che sale sempre più in alto in cielo, invece di scendere in picchiata, e sale fino a farsi scoppiare il cervello; un pesce che gioisce nel volo minuscolo e infinito del venire pescati e portati all’aria; un’anatra che nel bel mezzo di una migrazione si ferma in un acquitrino vicino all’autostrada e lì rimane, acquisendo col tempo i colori dell’asfalto; un cane tranquillo e sornione, che azzanna un giorno un ragazzino, mettendo in moto la macchina romanzesca. (more…)

Articolo: Boom di affluenza a “Più libri, più liberi”.

9 dicembre 2010

Roma 8 dicembre – Alla Fiera della piccola e media editoria alle ore 16, a quattro ore dalla chiusura della manifestazione, si registrano 52.000 i visitatori, Più libri più liberi è boom di affluenza. Oltre alle migliaia di visitatori più di 2000 persone hanno seguito gli eventi sullo streaming di rai.it e sono circa 1500 i giornalisti accreditati.

I titoli più venduti in Fiera sono Le chiavi per aprire i 99 luoghi segreti di Roma di Costantino D’Orazio, Radici nato da un progetto di laboratorio artigianale di stampa serigrafica e XY di Sandro Veronesi.

Il libro dell’anno di fahrenheit radio 3 è Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda a Più libri, più liberi nella versione audiolibro con la voce dell’attore Paolo Briguglia.

Enrico Iacometti, presidente del Gruppo dei Piccoli Editori dell’AIE ha così commentato i dati: “Malgrado la crisi si è mantenuto il livello di venduto dell’anno scorso, confermata la notevole presenza di bambini che hanno animato lo spazio ragazzi e ha suscitato un grande interesse il convegno sull’editoria digitale che si è tenuto nello spazio del digITAL Cafè. Siamo già al lavoro per la decima edizione che si terrà sempre a Roma dall’8 all’11 dicembre 2011″.

Civita news, 8/12/2010.

 

Approfondimento: Rapporto sullo stato dell’editoria italiana 2010

2 novembre 2010

di Gherardo Bortolotti.

È uscito da poco il rapporto 2010 dell’AIE (Associazione Italiana Editori) sullo stato dell’editoria italiana che presenta i dati per il 2008 e il 2009. Una sintesi del rapporto è visibile qui ed è la fonte di questo post. La scheda della pubblicazione invece è qui. Riporto in breve alcune cifre che mi sembrano particolarmente significative. (more…)

Approfondimenti: Scuola elementare pubblica. La fine di un mito italiano

25 ottobre 2010

di Benedetta Tobagi

Da quei banchi passano tutti i futuri cittadini. Difficile evitare la retorica del “pilastro della democrazia”: lo è per davvero.

In più la scuola elementare conserva nell’immaginario qualcosa di romantico, dal libro Cuore in poi. Nell’Ottocento il maestro aveva un ruolo sociale definito, accanto al gendarme e al prete.

A questa missione civilizzatrice e conservatrice si sovrappone, con l’avvento della Repubblica, l’icona del maestro di frontiera, possibilità di riscatto per i figli dei diseredati, schiacciato tra la Costituzione e le sperequazioni profonde di un paese arretrato, mentre le elementari restano quelle uscite dalla riforma Gentile, verticali e nozionistiche.

E oggi? Nessuno osa discutere la centralità della scuola e la sua missione educativa, tanto più in una società in piena crisi (economica, politica, di valori). Ma in cosa consista questa missione, e su come realizzarla, c’è molta confusione. Chi non ha bambini, difficilmente sa cosa succedesse dietro il portone di una scuola primaria dopo la riforma del ’90. Poi nel 2008 il governo comincia a predicare il “ritorno al passato” come panacea contro tutti i mali. Chi ha più di vent’anni è cresciuto a pane e maestro unico e può rimanere facilmente sedotto dall’effetto-nostalgia: che male c’era nel vecchio sistema? Insegnanti, genitori e dirigenti invece protestano, sono amareggiati, indignati, preoccupati (provate a scorrere le centinaia di testimonianze su Repubblica.it). Sono davvero tutti dei conservatori miopi e politicizzati? Che cosa sta succedendo, davvero, dentro la scuola pubblica dei bambini italiani? (more…)

Carla Benedetti – La democrazia, la cultura e i “giri”

20 luglio 2010

Di ritorno dagli Usa, dopo tre mesi passati a insegnare all’Università di Chicago, e a notare con dolore la differenza tra la vita culturale più libera che c’è lì e tutti gli impedimenti (non solo economici) che invece da noi la soffocano, mentre ero ancora sull’aereo ho aperto di nuovo un giornale italiano su carta. Mi è venuto incontro il Paese malato di prima, ma ancora più straziato da predatori, con la democrazia ridotta a paravento, l’università pubblica ancora più smantellata, politici che continuano a fomentare la paura e l’odio razziale, un clima che spreme fuori il peggio da ogni uomo.
Ma in prima pagina di “Repubblica” (del 17 giugno) leggo qualcosa che che mi ridà animo. Un’analisi che va in profondità, oltre il già noto, che forgia concetti nuovi ed è mossa da un percepibile amore per il proprio oggetto. E’ una riflessione di Gustavo Zagrebelsky sulla democrazia e su ciò che la sta divorando dal di dentro nel nostro Paese. Parla di una forma “nostrana” di oligarchia, che agisce nascondendosi, e che egli chiama “oligarchie di giro”.
“Intendo con questa espressione – il giro, esattamente ciò che vogliamo dire quando, di fronte a sconosciuti dalla storia, dalle competenze e dai meriti incerti, o dai demeriti certi, i quali vengono a occupare posti difficilmente concepibili per loro, ci domandiamo: a che giro appartengono?” (more…)