Senza Prudenza: Transeuropa diventa (anche) un’agenzia letteraria. “Mondadori e Rizzoli pescano gli esordienti da noi…”

Affaritaliani intervista Giulio Milani.

Giulio Milani, editore della “nuova” Transeuropa, casa editrice rilanciata dopo i fasti anni ’80 (grazie allo scouting di Tondelli), rivela in anteprima ad Affaritaliani.it che nel 2011 avvierà un’agenzia letteraria: “Mi ispiro a quanto succede nei paesi anglosassoni. In Italia, su questo fronte, c’è un vuoto culturale e imprenditoriale da colmare. L’idea è quella di riuscire a far campare gli scrittori coi proventi del proprio lavoro…”. Non a caso Mondadori e Rizzoli hanno appena “scippato” i migliori esordienti di Transeuropa: Fabio Genovesi, Giuseppe Catozzella e Andrea Tarabbia (“Non lo considero un furto. Mi auguro il più grande successo, dal punto di vista editoriale per noi significa tascabili e altri introiti legati all’indotto per aver scoperto autori validi).

La casa editrice di Massa Carrara si muove anche sulla poesia (“Anche grazie all’inedito abbinamento di poesia e musica indipendente italiana abbiamo ‘inventato’ un mercato per la poesia. I numeri non sono alti, ma ci consentono di rientrare delle spese e di ottenere un piccolo guadagno, il che non è poco visto che in questo modo riusciamo a intercettare la ricerca”) e lancerà la nuova collana “Inaudita Big”, con testi inediti di Marcello Fois, Fabio Geda e altri “big”.

E sulle eventuali offerte arrivate da grandi gruppi editoriali che desiderano assicurarsi il ‘marchio’ Transeuropa, Milani annuncia: “È vero, il ‘marchio’ è tornato a essere appetitoso perché abbiamo scoperto di avere un pubblico. Ma Transeuropa rappresenta oggi una fortunata ‘anomalia’ nel panorama editoriale italiano. Il progetto di Tondelli, quello di creare un casa editrice che fosse soprattutto un coordinamento di autori dediti al lavoro degli altri, oltre che al proprio, è a mio avviso una realtà e un’eredità troppo importante per rischiare di condizionarla con giochetti azionistici…’. L’INTERVISTA A TUTTO CAMPO

Giulio Milani è l’editore della “nuova”Transeuropa, casa editrice che dal 2005 ha sede a Massa, in Toscana. “Nuova” perché nel 2000 è finita la gloriosa storia (cominciata nel 1987) della Transeuropa “anconetana”, diventata famosa a fine anni ’80 soprattutto grazie al contributo di Pier Vittorio Tondelli (qui i particolari, ndr). Milani è anche un apprezzato editor (“di quarta generazione”, come si definisce) e talent scout, e ha scelto Affaritaliani.it per anticipare le tante novità in arrivo nel 2011.

 

Milani, la “vecchia” Transeuropa era nota per la capacità di lanciare nuovi scrittori. Anche la “nuova” versione, della quale è responsabile, si sta dimostrando abile a scovare esordienti. Quali sono gli ultimi autori che i grandi editori vi hanno “scippato”?

“Non lo considero uno scippo, ma una fortuna. Abbiamo ripreso le pubblicazione della narrativa nel settembre del 2008, dopo quasi dieci anni di silenzio. I nostri primi due esordienti del 2008, Fabio Genovesi autore di ‘Versilia rock city’ e Giuseppe Catozzella autore di ‘Espianti’, hanno poi firmato rispettivamente con Mondadori e con Rizzoli. Fabio uscirà a inizio anno con ‘Esche vive’, Giuseppe in autunno. Sempre nella seconda metà del 2011, e sempre per Mondadori, dovrebbe uscire anche Andrea Tarabbia autore de ‘La calligrafia come arte della guerra‘, che Belpoliti ha indicato come miglior esordio del 2010 tra gli scrittori under 40. Mi auguro il più grande successo per questi autori, dal punto di vista editoriale per noi significa tascabili e altri introiti legati all’indotto per aver scoperto autori validi”.

Quali opere prime manderete in libreria l’anno prossimo?
“Pubblicheremo a maggio, per il Salone del Libro, l’opera prima di Marco Mantello, scrittore di saggi, interviste, racconti, poesie apparsi suLiberazioneNuovi ArgomentiNazione Indiana, e presto autore del romanzo d’esordio ‘La rabbia’. Si tratta di un romanzo impietoso e lucidissimo, dove sono i rapporti di potere, con le loro regole silenziosamente accettate, a sostituire i rapporti affettivi; e a diventare rabbia, appunto, nel solco di una tradizione linguistica e polemica che guarda a Gadda, Arbasino, Landolfi fra i riferimenti più noti. A partire da autunno cominceremo invece la pubblicazione di opere straniere tradotte, per noi una novità assoluta. Pubblicheremo ‘Madeleine is sleeping’ della statunitense Sarah Bynum (Houghton Mifflin Harcourt, 2004), ‘Londres-Louxor’ della franco-bosniaca Jakuta Alikavazovic (Éditions de L’Olivier, 2010) e ‘Le assetate’ del belga Bernard Quiriny (Les assoiffées, Seuil 2010)”.

Anche sul versante poesia, vi state muovendo molto. Con quali risultati?
“Dal novembre del 2009 al novembre del 2010 abbiamo aperto due collane di poesia, ‘Inaudita’ e‘Nuova Poetica’, arrivando a pubblicare otto titoli in un anno. Pubblichiamo nomi già affermati, come la Pugno o Mario Benedetti, ma anche emergenti di talento come Giovenale, Matteoni, Lamberti-Bocconi, Cipriano e Annovi. Gian Maria Annovi è stata salutato dal critico Andrea Cortellessa come uno dei migliori poeti emergenti della generazione under 40. Sta succedendo che anche grazie all’inedito abbinamento di poesia e musica indipendente italiana (Nada, Lolli, Rovelli, Capodacqua, Pollina) abbiamo letteralmente ‘inventato’ un mercato per la poesia. I numeri non sono alti, ma ci consentono di rientrare delle spese e di ottenere un piccolo guadagno, il che non è poco visto che in questo modo riusciamo a intercettare la ricerca, valorizzarla, accrescerla. La poesia ci sta dando soddisfazioni inattese. Devo ringraziare l’editor e poeta, nonché socio di Transeuropa Gabriel Del Sarto, per avermi aperto gli occhi su questo versante. Mentre a Marco Rovelli va il merito di aver sperimentato per primo l’abbinamento di musica e poesia inaugurando l’Inaudita con la plaquette “L’inappartenenza” insieme al cd ‘Marco Rovelli e Libertaria’. Dal prossimo anno cominceremo una collaborazione anche con altri produttori indipendenti, sia sul versante musicale che cinematografico e teatrale. Inoltre anche per Nuova Poetica cominceremo a pubblicare opere straniere tradotte. Ci sono molte interessanti “sorprese” dietro l’angolo…”.

E’ vero che state per lanciare un’agenzia letteraria come si vocifera?
“Sì, l’Inaudita diventerà anche un’agenzia letteraria. Mi ispiro a quanto succede nei paesi di tradizione anglosassone, perché mi pare che in Italia, su questo fronte, ci sia un vuoto culturale e imprenditoriale da colmare. In altri paesi l’agente letterario è spesso un editor, o fa affidamento su una squadra di editor, è in grado di “pensare” i libri insieme all’autore, di consigliarlo e aiutarlo anche dal punto di vista letterario, e rappresenta una garanzia tanto per l’autore che per l’editore. L’agente che ho in mente io deve conoscere editori, autori, collane, editor, cataloghi, e di conseguenza saper consigliare un autore emergente, per esempio, e non solo un autore affermanto, su quali opere può collocare con vantaggio presso un certo editore e una certa collana in un determinato momento storico. L’idea è quella di riuscire a far campare gli scrittori coi proventi del proprio lavoro, mettendo le nostre competenze letterarie, la nostra rete di contatti, i reciproci ‘cahiers ’adresses’, al servizio degli autori e degli editori di riferimento. Far incontrare la domanda e l’offerta, insomma, garantendo la qualità del prodotto letterario finale con un’equipe di editor adatti al compito. Da gennaio doteremo il sito di Transeuropa, che ormai non era più in grado di contenere il numero e l’articolazione delle nostre proposte, di una nuova veste grafica e categoriale, e nello stesso tempo vareremo il sito ‘anfibio’ dell’Inaudita, collana editoriale da una parte e agenzia letteraria dall’altra. La sezione della collana conterrà i ‘contenuti speciali’, ovvero i contenuti multimediali “extra” che man a mano abbineremo alle nostre uscite cartacee, mentre l’agenzia letteraria aprirà i battenti con una sezione autonoma. Fanno già parte della nostra scuderia autori come Simona Castiglione, Piero Pieri, Marco Mantello, Roberto Pusiol, Marco Rovelli, mentre hanno aderito al progetto Fabio Genovesi, Andrea Tarabbia, Fabio Guarnaccia e altri ancora si stanno aggiungendo man mano”.

Quanti titoli pubblicherete l’anno prossimo? Ci sono nuove collane in arrivo?“Credo che l’anno prossimo pubblicheremo all’incirca lo stesso numero di titoli di quest’anno, intorno alle 35 uscite, solo si definiranno meglio alcune collane: ‘Nuova Poetica’ e ‘Narratori delle riserve’ apriranno anche alla narrativa straniera, mentre  l’Inaudita si sdoppia e diventa anche ‘Inaudita Big’: abbiamo chiesto  ai numeri uno della narrativa italiana di aprire il loro ‘laboratorio segreto’, mostrandoci il lato meno conosciuto del proprio lavoro. Posso darle due anteprime. Si parte a gennaio con ‘La bellezza nonostante’ di Fabio Geda, la storia di un maestro che ha insegnato per trent’anni nel carcere minorile Ferrante Aporti di Torino abbinata all’audiodocumenatario in presa diretta realizzato appositamente dalla bravissima equipe di Doc In Progress. A febbraio avremo invece Marcello Fois col suo adattamento del dramma di Federico Garcìa Lorca ‘Nozze di sangue’, in abbinamento alle musiche originali dello spettacolo, che debutterà il 24 novembre al Teatro Ringhiera di Milano”.

Per chiudere: vi sono arrivate offerte da grandi gruppi editoriali che desiderano assicurarsi il ‘marchio’ Transeuropa?
“È vero, il ‘marchio’ è tornato a essere appetitoso perché abbiamo scoperto di avere un pubblico, tuttavia posso dire questo: Transeuropa rappresenta oggi una fortunata ‘anomalia’ nel panorama editoriale italiano. Il progetto di Tondelli, quello di creare un casa editrice che fosse soprattutto un coordinamento di autori dediti al lavoro degli altri, oltre che al proprio, è a mio avviso una realtà e un’eredità troppo importante per rischiare di condizionarla con giochetti azionistici. Al momento tutti i soci di Transeuropa sono scrittori/editori e non vedo il motivo di cambiare ‘la squadra che vince’. Certo, soffriamo un po’ dal punto di vista della spinta economica e imprenditoriale, visto che appunto nessuno di noi è un editore puro con capacità specifiche o fortune personali alle spalle, tuttavia non disperiamo di poter imparare qualcosa strada facendo”.

 

Originariamente pubblicato su Affaritaliani.it, 24/11/2010.

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