Intervista a Chiara Valerio – Spiaggia libera tutti

“Vi racconto la mia provincia, una Las Vegas dei poveri”

Vorrei dichiarare subito la mia stima e la mia simpatia per Chiara Valerio, talentuosa scrittrice in possesso di straordinarie capacità linguistiche, sia che scriva narrativa sia che firmi inchieste. Adesso per la collana Contromano di Laterza ci parla della sua terra, la provincia pontina, dove la natura è stata benigna e l’uomo l’ha duramente punita. «Una provincia rozza, che assomiglia a una Las Vegas dei poveri, piena di discoteche rutilanti, di palmizi di plastica e finti tori da rodeo». Valerio è nata a Scauri, una terra fatta a mezzaluna tra due promontori, dove la prima cosa che si chiede a una ragazza appena diplomata è «Quanno te spus?».
Un luogo dove a ogni domanda si risponde in modo vago e inappropriato.

Valerio: «L’ho capito quando è morta Fabrizia Ramondino, che viveva a Itri. Mi sono precipitata e volevo sapere dove fosse morta, avevo letto che era appena uscita dal mare. Volevo gettare dei fiori in quel mare. Ho chiesto a quattro persone e ognuna di loro mi ha indicato un luogo diverso. È la sintesi di questo posto».

In che senso?

Valerio: «Non è solo il gusto della menzogna di questa gente, ma è l’amore per la condivisione e quindi, a furia di ripetere una bugia, si finisce col crederla vera, si pensa di aver veramente vissuto quello che si racconta. Come la camicia che mia nonna cucì per Winston Churchill. Il solo fatto che mia nonna raccontasse questo episodio lo rendeva autentico».

Ma il dubbio che sia successo davvero rimane.

Valerio: «C’è una buona letteratura che lascia il lettore sul chi lo sa. Cioè a chiedersi che cosa succederà dopo che avrà chiuso il libro. La provincia è buona sintesi di questo tipo di letteratura. Non sai mai cosa diranno di te quando lascerai il bar».

Si è molto divertita a scriverne, vero?

Valerio: «Sì, l’ho fatto con grande rapidità perché erano tutte cose che avevo dentro. La provincia è un accumulo di voci tue e di cose che hai sentito e che rielabori. Un luogo dove le persone non sono mai perfettamente vive né morte e c’è un continuo parlarsi addosso».

Brunella Schisa,  Venerdì di Repubblica, 02/07/2010

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6 Risposte to “Intervista a Chiara Valerio – Spiaggia libera tutti”

  1. zzatonero Says:

    Sono veramente indignato che il Mio giornale recensisca addirittura in maniera entusiastica questo libro che non è altro che un susseguirsi di nomi di luoghi e persone . un libro che non è un diario non è una guida turistica, non è un romanzo, non è un saggio. Nei cestini delle case editrici sono passati senza essere letti , forse perchè non accompagnati da nessuna lettera di attenzione, come deve essere il caso di questa scrittice (?), dei libri che al confronto di “Spiaggia libera tutti” possono essere tranquillamente definiti capolavori ( tranquilli non ce ne sono di miei, mai scritto una riga ! ) . Che delusione!

  2. luca Says:

    Libro scritto veramente in maniera pessima, inesatta sui fatti trattati e descrizione dei luoghi dato che le esse non coincidono con la realtà.
    Dopo tutto cosa ci si poteva aspettare da una scrittrice di 32 anni che non vive più a scauri.

  3. Giovanni Says:

    Molte persone del Golfo che conoscono / si riconoscono nei luoghi del libro, lo stanno stroncando.

    Secondo me Chiara ha toccato un nervo scoperto. E poi il libro mi piace. BRAVA!

  4. Melchiorre Says:

    Scusate, ma voi conoscete il posto in cui è ambientato il “romanzo”? Ecco, se pensate di averlo conosciuto leggendo il libro, vi sbagliate di grosso. Scauri è un bel posto deturpato dalla società attuale, ma tutto quel che c’è non emerge dal libro. Il libro è solo un diario di una persona alquanto distaccata dal contesto reale (per es. dice di essere stata solo un paio di volte a Monte d’Oro, e come vuoi raccontare un posto se lo conosci come se lo avessi visto su una cartolina?). Un diario che avrei fatto volentieri a meno di leggere.

  5. Salvatore Ruggiero Says:

    Il fatto è che, con certi libri letti, (pochi, che sfortuna!) capita di scambiare l’autore per un tuo vicino di casa, un amico di lunga data, la dirimpettaia sullo stesso pianerottolo di casa tua, la tua compagna di banco, una persona, insomma, con cui hai una grande familiarità, che ti sembra di conoscere da sempre. E, …per una serie di assonanze riscontrate, per un’alchimia misteriosa e inspiegabile, che si stabilisce tra le sinapsi del tuo cervello e le parole e le pagine scritte, ti sembra quasi che il libro lo abbia scritto tu che lo leggi. A me è il libro di Chiara Valerio è piaciuto molto: al punto che vorrei presentarlo in una manifestazione pubblica questa primavera a Coreno Ausonio (tra l’altro il mio paese è citato due volte). La scorsa estate ho presentato nella mia “rubrica” Incontro con l’autore, un libro diverso ma …simile di Roberto Tortora (Quattro quadri per una spiaggia d’inverno) e quanto prima chiuderò il triangolo ideale tracciato tra Coreno, Scauri e Formia, presentando il mio libro le stagioni della lattaia, scritto sempre nell’alveo dei ricordi, della memoria, dei luoghi della infanzia e della fanciullezza.

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