Le vetrine d’Autore del nostro Farm market: Gian Paolo Serino

Vorrei premettere, non sono qui ospite, che amo quest’iniziativa che credo sia una delle operazioni culturali più interessanti degli ultimi anni. Non solo una mia opinione: Vi basti leggere i titoli scelti dalla SlowBookFarm per comprendere la qualità di questa che, in tempi di vetrinizzazione culturale, è un piccolo paradiso di carta da proteggere.
Altro che il WWF, pur con tutto l’amore e la simpatia che nutro verso i Panda.
Credo, però, che il lettore sia davvero una specie in estinzione tipo il serpente corallino della controbarriera delle Azzorre (non so se esista, ma sicuramente un suo simile esisterà). Difficile fare una scelta per me che li ho comprati, letti e quasi tutti: non i serpenti e i panda, ma i libri SlowBookFarm.

Ci provo. Ricordando che tutti i libri che consiglio sono libri “Satisfiction, soddisfatti o rimborsati”: se non Vi piacciono mandate una mail alla redazione di ISBF e Vi rimborserò il prezzo di copertina.

Il critico letterario, anche se io mi reputo un estensore di recensioni emotive, ha il dovere di mettere una mano sul cuore ma anche sul portafogli!

Mark Strand, Edward Hopper, Donzelli: un corpo a corpo poetico tra due dei maggiori artisti del ‘900. Poesie che diventano visioni, visioni pittoriche che diventano poesie. La solitudine, la desolazione, la metropoli, i suoi inganni, le sue mille luci in cui perdersi e ritrovarsi. In un luogo di carta dove ogni parola sembra scolpita nella pietra dei nostri cuori al neon.

«Il Primo Amore», Effigie: una rivista letteraria che, come poche altre, non si guarda l’ombelico ma attraverso un grandangolare d’inchiostro osserva e descrive i mutamenti letterari e sociali. Scrittori, critici, poeti, fotografi che vanno oltre se stessi: per consegnare alla morte dell’immaginario “una goccia di splendore….di umanità”.

Luciano Bianciardi, Antimeridiano I, Isbn: il primo dei due volumi dedicati all’autore di La vita agra. Il primo ad intuire, anni prima di Pasolini e di Eco, la dittatura dei consumi. Un genio ancora troppo poco conosciuto rispetto ai suoi scritti. Ogni pagina di Bianciardi  più che letteratura è un’epifania.

Emilio Villa, Pittura dell’ultimo giorno : un altro genio a (s)comparsa Emilio Villa ha anticipato in maniera strepitosa tutte le avanguardie non solo pittoriche della seconda metà del ‘900. Ci sono poche parole per dipingere Emilio Villa: un artista autentico, vero, genuino, con l’unica colpa di voler sempre andare a sbattere contro il cemento vuoto di una società, la nostra, troppo primitiva. Villa è l’artista che davvero ci fa comprendere come non esistano avanguardie ma soltanto persone un pochino indietro.

Toole, Una banda di idioti, Marcos y Marcos: tra i miei libri cult. Sin da quando apparì, completamente invisibile in Italia, nel 1982 in prima edizione da Rizzoli con il titolo, più riuscito, “Una congrega di fissati”. Un romanzo che non lascia indenni: tra sorrisi e lacrime, ironia dissacrante, commedia degli equivoci e filosofia Toole è riuscito a scrivere il vero capolavoro degli anni ’80.

Elia Kazan, Il Compromesso, Mattioli 1885: metto subito le mani avanti: non perchè abbia curato io l’edizione italiana ma Il compromesso è il miglior romanzo americano degli ultimi 50 anni. La dimostrazione narrativa di come, se accetti la società di oggi così com’è, come minimo sei un idiota.

Giuseppe Genna, Assalto a un tempo devastato e vile, minimum fax:  più che un romanzo una radiografia, più che un saggio un’ecografia. Firmato da Giuseppe Genna che considero tra i pochi e autentici geni della letteratura italiani del ‘900

Gordon Lish, Caro Signor Capote, Nutrimenti: da uno dei più importanti editors americani (scopritore, tra gli altri, di Raymond Carver) uno sguardo sul dietro le quinte dei palcoscenici di carta.

Slavoy Zizek, La fragilità dell’assoluto, Transeuropa: basterebbe forse soltanto il titolo per commentare uno tra i capolavori di un filosofo che non si rinchiude negli antri polverosi dell’accademia. Una scrittura che è come mettere una penna in una presa elettrica, un 45 giri in un lettore dvd. Contro ogni conformismo intellettuale Zizek, partendo da Freud e Lacan ma senza dimenticare le icone pop del nostro immaginario, affronta le fragilità dell’ esperienza di ESSERE (UMANI)

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3 Risposte to “Le vetrine d’Autore del nostro Farm market: Gian Paolo Serino”

  1. Luigi B. Says:

    Abbonato al Primo Amore, estasiato da Kazan, tramortito da Genna. In attesa di Bianciardi. Buona media, no?

    Luigi B.

  2. Antonio P. Says:

    I libri sono tutti molto belli, ma è facile fare una scelta di questo tipo.
    Il difficile è fare il critico e dare delle indicazioni che possono avere seguito. Ma questa è tutta un’altra storia. Come quella del serpente corallino della controbarriera delle Azzorre. I critici si sono estinti con la morte di Giancarlo Vigorelli o con il disarmo di Harold Bloom.
    Serino fa solo casino; si vede da questo blog che non lo segue nessuno.

  3. slowbookfarm Says:

    @ Antonio P.: l’intervento di Serino ha ottenuto moltissimi accessi. Scarsità di commenti non significa scarsità di visite, soprattutto per un blog nato da poco come questo, che quindi non ha una comunità già sedimentata.

    La Redazione di isbf

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