Senza prudenza: intervista a Gian Arturo Ferrari. “Felice per Pennacchi. La Mondadori allo Strega va per vincere”

“Purtroppo ieri, dopo tanti anni, non sono potuto essere presente alla serata finale dello Strega. Ma solo perché ero già impegnato a Venezia per fare un corso alla Fondazione Cini…”. Ma Gian Arturo Ferrari, presidente del nuovo Centro per il Libro ed ex direttore della Divisione Libri della Mondadori, contattato telefonicamente da Affaritaliani.it, a proposito della vittoria di Antonio Pennacchi di ieri, ci tieni comunque a dire la sua: “Naturalmente sono molto contento. Penso che Pennacchi sia un grande scrittore, oltre che un personaggio che ispira simpatia. ‘Canale Mussolini’ (edito da Mondadori, ndr) era il miglior libro in cinquina”.

Ferrari, come giudica la sconfitta bruciante della Rizzoli (“Acciaio” della strafavorita Silvia Avallone è arrivato secondo, ndr). Si diceva che la Mondadori quest’anno non si sarebbe “impegnata”, e invece…

Ferrari: “Non sono più io a guidare la Mondadori, ma sono convinto che si sia impegnata moltissimo, come sempre. Sia quando c’ero io sia ora che il mio posto è stato preso da Riccardo Cavallero, la casa editrice di Segrate non ha mai amato lo spirito di Pierre de Coubertin. L’importante è vincere, non certo partecipare! Chi decide di partecipare allo Strega poi non può non impegnarsi… Ma ribadisco, la Mondadori ha rivinto lo Strega perché quello di Pennacchi era il libro migliore”.

Mettiamoci lo Strega alle spalle. Gira voce che si sarebbe già stufato del suo nuovo ruolo alla presidenza del Centro per il Libro, sia per i tagli alla cultura in vista, sia per le lentezze burocratiche inevitabili in un ente governativo, e che per lei, abituato all’efficenza mondadoriana, sarebbero inaccettabili…

Ferrari: “Tutte fantasie. Smentisco totalmente. Ho accettato il ruolo e porterò avanti il lavoro. Tengo a mantenere gli impegni che assumo. Nonostante le difficoltà che ci sono, come è normale che sia”.

A questo punto ci tolga un’ultima curiosità: gira un’altra voce sul suo conto, e cioè che avrebbe scritto lei “Desiderio”, uscito alcune settimane fa per Mondadori (Oscar): un romanzo a firma di tale Riccardo Belnome, dedicato a un “certo” Arthur De La Fer (“editore sensibile quando chiede e terribile quando deve… (…) esperto, come pochi, di letteratura, ma forse non di quella erotica”…).

Ferrari: “L’autore non sono io. So benissimo chi è ma non glielo posso dire. Posso solo rivelarle che sono io l’Arthur De La Fer a cui il romanzo è dedicato…”.

Antonio Prudenzano

Intervista originalmente uscita su Affaritaliani.it il 2/07/2010

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