Senza Prudenza: intervista a Francesca Varotto (editor Marsilio). “Stiamo per portare in Italia il nuovo Dan Brown. È svedese come Larsson…”

La Larsson-mania comincia il suo percorso discendente o la moda editoriale del noir scandinavo non è ancora finita? Per ora, numeri alla mano, i lettori italiani continuano a essere innamorati dei thriller in arrivo da Svezia e Norvegia, e lo dimostra il successo in questo 2010, tra gli altri, de “L’ipnostista” (Longanesi) di Kepler e de “La principessa di ghiaccio” (Marsilio) di  Camilla Lackberg. Proprio la Marsilio, come nell’intervista concessa ad Affaritaliani.it anticipa Francesca Varotto, editor della narrativa straniera della casa editrice veneta del gruppo Rcs, si è da poco assicurata il romanzo (dal titolo “Strindberg’s Star”) di quello che in Svezia è stato definito “il nuovo Dan Brown”: Jan Wallentin.

Francesca Varotto, cosa può anticipare sulla pubblicazione in Italia del libro di Wallentin?

Varotto: “Quello di Jan Wallentin, reporter televisivo quarantenne, è un libro d’esordio e sarà in libreria da noi a gennaio 2011 con il titolo “La Stella di Strindberg”. È annunciato come un evento editoriale (il manoscritto è stato oggetto di aste molto importanti, e pur non essendo ancora uscito neppure in Svezia è già stato venduto in 12 paesi, tra cui gli Usa). In effetti sono in molti a parlare di un nuovo Dan Brown, ma il romanzo ha una documentazione storica molto solida, il direttore editoriale di Bonniers (che lo pubblicherà in Svezia il prossimo autunno) parla di una storia che ricorda Indiana Jones e Jules Verne. Un romanzo, ripeto, estremamente ben documentato, affascinante, ricco di dettagli e informazioni storiche, con un intreccio assolutamente mozzafiato”.

Che può anticiparci sulla trama?

Varotto: “Al centro della storia, l’oggetto del mistero che tutti cercano e tutti vogliono è uno strumento di navigazione consistente in una croce e una stella a cinque punte, usato da Nils Strindberg nel corso della sua fatale spedizione al Polo Nord, condotta a bordo di una mongolfiera nel 1897, insieme all’ingegnere S.A. Andrée e Knut Fraenkel (morirono tutti e tre di stenti dopo che la mongolfiera precipitò alle isole Svalbard). Il romanzo è ambientato ai nostri giorni, tra la Svezia centrale, le isole Svalbard, Stoccolma e diverse località in Europa centrale e in Siberia. Il protagonista è uno studioso poco più che quarantenne, Don Titelman, un medico esperto di teologia e di scienza dei simboli. La croce viene ritrovata per caso da un subacqueo nel corso di un’immersione in una galleria mineraria abbandonata risalente al XVIII secolo a Falun (in Dalecarnia). Comincia la caccia per impossessarsi di questo strumento misterioso, di cui Nils Strindberg aveva capito il funzionamento più di cento anni prima. In particolare, c’è una società segreta, con sede in Europa centrale e legami con il nazismo, che la vuole a tutti i costi”.

State trattando anche altri autori di noir scandinavi?

Varotto: “Sì, la nostra attenzione per il noir scandinavo non cambia, è più di dieci anni che ce ne occupiamo e continueremo a farlo, sempre in modo molto selettivo, soprattutto ora, dopo che il successo di Stieg Larsson ha stravolto il mercato. Oltre alle serie che già abbiamo in catalogo, accanto alla nuova Lackberg proporremo il prossimo autunno un nuovo autore, il danese Christian Moerk con ‘Darling Jim’, e all’inizio dell’anno prossimo ancora una nuova serie dalla Danimarca, con Jussi Adler-Olsen”.

Perché questi romanzi piacciono tanto ai lettori italiani?

Varotto: “È sicuramente una novità, un genere che in Italia non era mai stato veramente esplorato da altri editori, e quindi c’è curiosità. Affascinano le ambientazioni, attira un tipo di giallo che va al di là dell’intrattenimento e svela sempre uno spaccato sociale, offre spunti di analisi e riflessione, in genere si tratta di gialli che uniscono il piacere dell’intrigo a qualità letterarie, con personaggi ben caratterizzati (e la serialità crea il desiderio di seguire le vicende della vita privata dei protagonisti). Credo che il giallo scandinavo non piaccia solo a chi ama la narrativa di genere, si tratta per lo più dei buoni romanzi”.

Quanto durerà ancora la moda dei noir dal nord Europa?

Varotto: “È difficile dirlo, credo ci sia ancora molto spazio, per anni non è stato tradotto nulla. Certo, ora bisogna anche fare attenzione, perché si rischia di farne uscire troppi e la qualità generale non può che risentirne. E poi bisognerebbe non esagerare con gli “strilli”: la verità sulle informazioni date al lettore paga, ho visto fascette esaltare il successo mondiale di autori a malapena noti in patria, e forse questo a lungo andare diventerà controproducente”.

Antonio Prudenzano

Intervista originalmente uscita su Affaritaliani.it il 6 maggio 2010

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