Senza prudenza: intervista a Frascella. “Passo a Einaudi. Basta parlare di polemiche con Fazi”

La settimana scorsa Affaritaliani.it ha rivelato in anteprima la rottura tra Christian Frascella e la Fazi. Ora lo scrittore piemontese, nell’intervista esclusiva che pubblichiamo qui sotto, annuncia il nome del suo nuovo editore: Einaudi. La “rottura” tra l’autore dell’esordio cult “Mia sorella è una foca monaca” (che presto diventerà un film diretto da Fausto Brizzi) e il suo editore si è consumata al recente Salone del libro di Torino. Nell’intervista di oggi Frascella smentisce di aver lasciato la Fazi per questioni economiche. A spingerlo all’addio, a detta dello stesso autore del recente “Sette piccoli sospetti” (che per ora, a livello di vendite, non ha avuto lo stesso successo del primo romanzo) non è stata neppure la mancata candidatura al Premio Strega 2010. Frascella, che qui anzi ringrazia Elido Fazi, spiega che a “contrariarlo” non è stata neppure la presunta troppa attenzione per la narrativa “young adult” nel catalogo (e nelle scelte di marketing) dell’editore romano. Ha optato per Einaudi, storica casa editrice con i cui libri lo scrittore nato nei pressi di Torino è cresciuto, perché sin dall’inizio aveva dimostrato attenzione nei suoi confronti, e perché era arrivato il momento giusto per sancire il “matrimonio”. Certo, alcune risposte di Frascella ci lasciano un po’ di dubbi. E’ evidente che lo scrittore, noto nell’ambiente per il suo carattere “difficile”, intende godersi la notizia della firma con uno degli editori italiani più prestigiosi, e preferisca mettersi alle spalle una volta per tutte il passato. Ma lo scontro, inutile girarci troppo intorno, c’è stato (e la stessa Fazi non l’ha smentito). A causare la rottura tra Frascella e il suo ormai ex editore non sono stati né i soldi né la mancata candidatura allo Strega, questo è più che probabile. Ma un certo disagio per la scarsa attenzione promozionale riservata alla narrativa italiana e al suo libro da parte dell’editore romano probabilmente Frascella a nostro avviso l’ha avvertito. Supposizioni a parte, ecco tutta la verità dello scrittore.

Frascella, è arrivato il momento di fare chiarezza: con quale editore pubblicherà il prossimo libro?

Frascella: “L’editore del mio prossimo libro sarà Einaudi Torino”.

Quando è stato contattato da Einaudi? Anche altri editori l’hanno cercata?

Frascella: “Sono stato contattato da Dalia Oggero, editor di Einaudi Torino, un paio di settimane dopo l’uscita di ‘Mia sorella è una foca monaca’. Aveva appena terminato la lettura e ne era entusiasta. Bisogna considerare che io sono nato e vivo a Torino, e sono cresciuto in mezzo ai ‘bianchi’ dello Struzzo: diciamo che quando volevo sognare di fare lo scrittore, quel sogno aveva a che vedere con la pubblicazione in una loro collana. Non avevo però spedito in via Biancamano il manoscritto, forse per scaramanzia o per pudore. Dopo la pubblicazione, si è avviato un bel dialogo che ora sfocia in un contratto effettivo. Ne sono entusiasta. Però certo non dimentico Elido Fazi, e il coraggio con cui mi ha lanciato. Gli sarò sempre grato. Ci sono stati molti contatti anche con altri editori, dai più grandi a quelli meno grandi. Li ringrazio tutti, ma la decisione in fondo era già stata presa da decenni”.

Si sono scritte molte cose sulla sua rottura con Fazi. Come sono andate davvero le cose?

Frascella: “Dirò subito che non si è trattato di questioni economiche, l’ho letto da qualche parte e preciso che è una panzana. Chi conosce Fazi sa che non si farebbe mai scappare un autore su cui ha puntato molto per questioni di cifre. Einaudi era un mio desiderio, come dicevo, e non c’è stata una rottura insanabile con Elido. Io gli devo tutto. Vorrei tanto che i giornali la piantassero con queste illazioni, anche perché non fregano davvero a nessuno e fanno male solo ai diretti interessati. Non c’è nemmeno un virgolettato apparso su un quotidiano relativo a questa cosa che contenga mezza parola che io abbia pronunciato veramente”.

Il suo diverbio con l’editore romano è stato causato dalla mancata candidatura allo Strega?

Frascella: “Ma figuriamoci! L’anno scorso il candidato di Fazi era Cesarina Vighy con lo splendido ‘L’ultima estate’. Quest’anno, come da logiche editoriali che dal di fuori forse non si comprendono, essendo la Fazi partecipata per il 35% dal gruppo Gems, è stato deciso che l’editore non avrebbe concorso e di appoggiare il libro di Nucci, pubblicato da Ponte alle Grazie e perciò Gems. Quello delle alleanze è l’unico sistema per dimostrare anche ai giurati che si sta presentando il candidato più forte col libro ritenuto migliore. L’anno passato Fazi era ancora totalmente indipendente, perciò propose un suo candidato e corse da solo, senza appoggi”.

O a influire è stata quella che lei considererebbe una scarsa attenzione per la narrativa italiana all’interno del catalogo dell’editore romano, troppo concentrato su quella young adult?

Frascella: “Altra castroneria. Dico solo una frase, che è inattaccabile e, per quel che mi riguarda, persino elementare: senza il fenomeno Meyer il lancio che hanno avuto i miei due libri non ci sarebbe stato. Fine della questione. In Fazi lavorano degli autentici professionisti, che debbono coniugare necessità di mercato e qualità del prodotto. E ci riescono anche bene, basti pensare al libro della Strout, letteratura alta che è riuscità a conquistare centomila lettori. Young adult e premi Pulitzer nello stesso catalogo. C’è di che imparare”.

Oppure ancora, più semplicemente, quando Einaudi chiama non si può dire di no?

Frascella: “È troppo semplicistico, e si rischia di generalizzare. Diciamo solo che non poteva lasciare indifferente me”.

Sta già lavorando al terzo libro? Cosa può anticipare sulla trama? E sulla data d’uscita?

Frascella: “Sì, sto lavorando al terzo libro. Preferisco tenere per me la storia, non per diffidenza o snobismo. Solo perché ‘al buio’ lavoro molto meglio. E il libro uscirà quando in Einaudi decideranno che è pronto. A ognuno il proprio lavoro!”.

Antonio Prudenzano

Intervista originalmente uscita su Affaritaliani.it il 18/06/2010

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