Recensioni: Percival Everett – Ferito

Lo sfondo di questo romanzo è un paesino del Wyoming dal nome molto dylaniano di Highland. L’immancabile Wal-Mart, la stazione delle corriere, qualche diner, l’ufficio dello sceriffo e, intorno, terra a perdita d’occhio, una proprietà dopo l’altra, con fiumiciattoli, colline e strettissimi canyon come incerti confini, sino al gran Deserto Rosso che abbraccia e chiude l’orizzonte. È una comunità pacifica in cui la vita è dura e appagante come su qualunque frontiera e dove persino per l’allevatore di cavalli John Hurt, l’origine afroamericana non è mai stata un problema. Quando però un ragazzo che lo aiuta col bestiame viene accusato del brutale omicidio di un giovane gay, le cose cambiano e Highland diventa improvvisamente un luogo molto meno accogliente.
Everett conferma qui l’acuta intelligenza già rivelata in Cancellazione (Instar), in Glifo e nella Cura dell’acqua (entrambi per Nutrimenti). Se l’opera di questo eccellente autore è ancora in gran parte inedita da noi, è anche per l’abilità con cui egli plasma e controlla la lingua inglese. Un plauso allora a Marco Rossari che, dopo aver sudato sui limerick e le ricercate sgrammaticature della Cura dell’acqua, ricrea qui una tavolozza espressiva dove il lirismo di alcune descrizioni si armonizza alla perfezione con l’asciuttezza dei dialoghi.
Ferito, come l’autore ha esplicitamente ammesso, è stato ispirato dalla vicenda di Matthew Shepard, un 22enne picchiato a morte perché gay a Laramie, Wyoming nel 1998. Il risultato è un romanzo atipico, secco ed essenziale come certe pagine di McCarthy (al riguardo Everett nega di avere mai scritto western; “al massimo” concede “qualche romanzo ambientato nel West”). Inquietudine e disillusione si accumulano senza patetismi, sino a un finale che non concede sconti a nessuno. Si tratti di nativi americani, di neri, di omosessuali o di ottusi rednecks, l’America è pronta a snudare le zanne come un cane mansueto che si ribella senza preavviso. Perché arriva sempre il momento in cui la frontiera pare restringersi per ricordare a ciascuno la sua marginalità.

Teo Lorini
Pubblicato su «Pulp libri» n. 76

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: