La Novità Zandonai di Marzo: La casa perduta

I ribelli e laconici protagonisti delle due storie che si affiancano e si intrecciano in questo volume, fin quasi a voler formare un romanzo, sono colti in un momento di non ritorno, nel pieno di uno scontro con una realtà non più accettabile e non più redimibile. Hanno ormai scelto di lanciare una sfida assoluta che si concretizzerà in un gesto estremo di rivolta e cancellazione. E al fondo di ogni loro sofferenza parla una voce che non si placa, che nessun compromesso o conformismo riesce a soffocare, una voce che è anche quella del paesaggio vasto ed essenziale del Burgenland, il lembo d’Austria al confine con le steppe ungheresi dov’è ambientato il libro. Una terra battuta dai venti o incendiata dalla canicola che plasma a sua immagine anime scettiche, irrequiete, non lusingate da facili consolazioni o sentimentalismi. E la scrittura di Marianne Gruber, tagliente e poetica, è all’altezza del compito, proprio perché trae il necessario dal basso, là dove si radica, senza aggiungervi nulla di superfluo.

Marianne Gruber è nata a Vienna nel 1944, ha trascorso la sua prima infanzia a Dürnbach presso Rechnitz, nei pressi del confine ungherese, una zona in cui la popolazione era ancora etnicamente divisa tra croati, ungheresi, rom, tedeschi e austriaci. Trasferitasi poi a Vienna ha studiato pianoforte al conservatorio e ha intrapreso, e successivamente abbandonato, gli studi di medicina.
Ha raggiunto presto la notorietà grazie alla sua attività di scrittrice e soprattutto grazie ai suoi interventi televisivi. E’ membro del P.E.N. Club austriaco e attualmente direttrice della “Österreichische Gesellschaft fur Literatutr”.
Insignita di numerosi premi letterari (1982 Förderungspreis fur Literatur des Landes NÖ; 1986 Otto-Stoessl-Preis; 1989-90 Staatsstipendium für Literatur; 1992 Jugendbuchpreis der Stadt Wien), è oggi tra le esponenti di maggior rilievo della prosa austriaca contemporanea.

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